LiJiang

Eccoci…

Dopo una giornata intera di spostamenti siamo nello Yunnan; volo interno fino a Kumming (che probabilmente visiteremo al ritorno dal nord) e da lí treno notturno, lentissimo ma comodo,fino a Lijiang.
Apriamo gli occhi dai nostri lettini del treno, dal finestrino vediamo l’alba sulle montagne intorno. Colori unici sú sfondi da 4000/5000 metri di picchi innevati anche d’estate.
Scendiamo dal treno e stranamente fa freddo. Cavolo é la prima volta in questo viaggio che non si suda stando fermi. Piacevole sensazione per me (Fede), quà fa freddo da morire per Martina..ovviamente..!!
Smezziamo un taxi con due ragazzi francesi (ma quanti ne abbiamo giá incontrati di sti transalpini cavolo…un casino…loro sí che girano…) che vanno verso la nostra direzione per l’ostello.
Arriviamo e sulla porta ci aspetta il mitico Tom, proprietario e trafficone, ci riempie di saluti e consigli,per affrontare nella maniera piú giusta l’arrivo e gli spostamenti, il tutto in un inglese perfetto (lui é razza Naxi).
I Naxi sono l’etnia dominante in questa regione, in un paese dominato dagli Han, si distinguono per i tratti somatici tibetani, la scrittura che é l’unica al mondo di tipo geroglifico, la lingua che é diversa dal mandarino.
Lasciati gli zaini, ci facciamo subito un giro esplorativo a Lijiang old town, architettura splendida,scenari meravigliosi, il tutto condito da un mare in piena di turisti cinesi……cioè, avete presente il turista cinese “tipo”  no??? Cappello (qua vá di brutto il modello texano), occhiali, mascherina, magliette visibilmente contraffatte, macchina fotografica (a volte con teleobiettivo), guanti, braccio telescopico pro selfie, pantaloni acqua in casa per lui, pantaloncini inguinali per lei, calzettino d’ordinanza bianco lui, calza coprente lei, scarpe di design ambiziosi (qua dovrei dedicare un articolo…) il tutto moltiplicato per mille e piú, condito da rutti e peti (io Fede volevo scrivere diverso, ma la censura é passata) e sputi, che ti allietano l’atmosfera..
Il giorno dopo noleggio bicicletta (ancora!!!!) e visita ai paesini di Shuhe e Baisha.Posticini tranquilli, poca gente e un monastero buddista arroccato su una collinetta, a me (Fede) é sembrato di farmi Cima Grappa, comunque!!!!
Il top di giornata: incontriamo il famoso dott. Ho Shi Xiu,leggendario erborista,portato alle luci della ribalta dallo scrittore Bruce Chatwin che lo immortaló come “il medico taoista delle montagne del Drago di Giada”. Ci guarda e secondo lui stiamo benissimo, e ci svela un segreto “per stare bene, basta essere felici” semplicemente…..
Con questo pensiero rientriamo verso il letto per essere pronti per ripartire all’alba verso la Gola del Salto della Tigre,per un trekking che si annuncia molto interessante…a presto

3 parole per Lijiang: Fresco, Altitudine (inizia a farsi sentire), Ostelli.

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