Shangri-la

Shangri-la, immaginata dallo scrittore inglese James Hilton nel suo libro ” Orizzonte Perduto”, un tempo conosciuta come Zhôngdian, è un luogo in cui si inizia a respirare aria di Tibet. Sede di uno dei monasteri piú affascinanti dello Yunnan, Shangri-la é anche l’ultima tappa nella provincia per noi, viaggiatori più arditi, intenzionati a seguire l’impegnativo itinerario di sette o otto giorni che conduce a Chengdu attraverso i distretti amministrativi del Tibet e gli aspri territori del Sichuan occidentale.
Arriviamo in autobus, dopo la due giorni di trek e ci fanno compagnia Irene & Carlos i due ragazzi Spagnoli, con cui condividiamo questi giorni a  quota 3200 metri. La città è la classica cinese di medie dimensioni, palazzi enormi, negozi, luci e strade larghe, solo quando si arriva nella old town, Shangri-la  ci  rivela il suo fascino, nonostante l’incendio che 15 mesi fa, durante il capodanno cinese, ha distrutto molti edifici storici.
Visitiamo sia il monastero Ganden Sumtseling Gompa (che sembra un piccolo Potala) e il Guishan Sí, dove sorge la più grande ruota di preghiera del mondo, la Zhuan Jing Tong. Giornate fredde di temperatura (tanto che ci dobbiamo comprare dei maglioni contraffattissimi) ma serenissime per noi. Riusciamo a passare il tempo con Carlos y Irene parlando per ore, noi in italiano e loro in spagnolo, ci capiamo benissimo, viaggi, lavoro, mangiare, abitudini, politica, è un sentirsi piú vicini, è un confrontarsi che arricchisce. Ci salutiamo, dandoci appuntamento in Italia da noi e a Ginevra (dove lavora Irene) da loro.
Noi riprendiamo il cammino, otto ore di autobus fino a Xiangcheng, prima cittá del Sichuan.Il viaggio è un odissea, tutto il tempo sù sterrato, saltiamo da seduti neanche fosse una lezione di spinning, la polvere ci fá da pasto, e più o meno a metà strada ci troviamo bloccati, per via di un camion in avaria, inizia una serie di prove per liberare il passaggio, ci siamo noi due e tutti gli occupanti dell’autobus, 3 autisti di camion fermi anche loro e tutto un altro bus che veniva in direzione opposta alla nostra, e così si spostano pietre, si potano alberi, si offrono e si prendono sigarette( è un obbligo non scritto, ci si incontra, ci si saluta, ci si offre una sigaretta), si spinge e si tira, il tutto sotto una pioggia fastidiosa e a 3800 metri…
Liberato l’ingorgo, sul bus conosciamo 3 ragazzi teteschi e uno cinese. Stessa direzione per tutti, decidiamo di smezzare un mini van (anche perché è l’unico mezzo disponibile) e di proseguire subito per Litang appena arrivati a Xiangcheng.
Alla prossima…

3 parole per Shangri-la: Buddismo, Colori,WP_20150605_010 WP_20150605_029 WP_20150605_035 WP_20150605_047 WP_20150605_057 WP_20150606_005 WP_20150607_002 WP_20150607_005 Etnie

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