Radicofani – Acquapendente – Bolsena

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Abbiamo cominciato la Via….
Partiti alla buon’ora da Radicofani,  (sveglia ore 5.30 grazie al casino degli altri pellegrini..io Fede tranquillo..Martina ignorava che esistesse un orario prima delle 8.30…)
borgo strategico, ricordato da Dante e dal Boccaccio, nonché ultimo caposaldo a sud del territorio Senese, ci immergiamo nella nostra prima tappa.
Percorso misto, tra asfalto e sterrato, gli zaini si iniziano a far sentire sulle spalle, passiamo paesini tipo Ponte a Rigo e Centeno (antica dogana pontificia tra Lazio e Toscana), e a volte ci tocca anche percorrere la nuova Cassia, che a differenza della vecchia e Romana arteria, è trafficatissima.

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Camminando sulle strade di campagna, come sui sentieri della vita, si impara che nulla va espulso, allontanato dalla nostra coscienza e tutto va abbracciato, sensazioni, emozioni, pensieri, uomini, piante, animali, la luce e l’ombra, la strada difficile e quella facile. Tutto questo la meditazione può insegnarcelo e la camminata ne è un simbolo limpido

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Raggiungiamo nel pomeriggio il primo posto tappa..Acquapendente.
Ubicata sulla vecchia strada medievale, con la chiesa del Sacro Sepolcro ( come a Jerusalem) a farne da simbolo, e caratteristica del borgo sono i “Pugnaloni”, grandi mosaici di fiori e foglie, ispirati al tema della libertà.

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Accoglienza buonissima dalle suore dell’Associazione Casa di Lazzaro, e primi incontri e primi scambi di esperienze con altri pellegrini.
Perché è questo che siamo, pellegrini, e qui la mitica Wikipedia ci viene incontro con una spiegazione ottimale : “Chi parte in pellegrinaggio non si trova ad essere, ma si fa straniero e di questa condizione si assume le fatiche e i rischi, sia interiori che materiali, in vista di vantaggi spirituali – come incontrare il sacro in un luogo lontano, offrire i rischi e i sacrifici materialmente patiti in cambio di una salvezza o di un perdono metafisici – e perché no anche materiali, grazie alle avventure e occasioni che, strada facendo, non possono mancare.”

Il giorno successivo ripartenza. Le gambe e la testa sono presenti… Martina fá i conti con le prime vesciche (trattate in maniera Hameriana) ma niente ci può fermare, ne gli inconvenienti fisici, ne il meteo simil-autunnale.
Mezza giornata, accompagnati dal panorama sul lago di Bolsena, che sotto di noi sembra più un mare, e che sarà anche la nostra tappa.

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Bolsena, città dedicata al culto di S. Cristina, di cui viene conservato il masso sul quale, secondo la tradizione, sono impresse le impronte della Santa.
La città è anche famosa per l’istituzione del Corpus Domini.

Camminare insieme, è un dialogo. Come ogni dialogo muto, come ogni dialogo puramente fisico, ti mette di fronte a una verità anche quando non vuoi. Se ci fai caso, il tuo modo di camminare insieme a qualcuno dice tutto sulla relazione che hai con l’altro.

3 parole per le prime due tappe.. Presente, Passato, Futuro

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