1..2..3.. Budapest

C’era una volta, ma non c’era veramente, una storia che c’è ma non c’è. Tutto sembra ma non é..

Di e sú Budapest é già stato detto e scritto di tutto.. Noi vi lasciamo questa poesia e le nostre foto… See you later..

Canto del viandante
(Vándordal)
di Gyula Juhász

E’ nostro il pericolo,
è nostro il mondo.
E’ nostro l’uccello,
il fiore è nostro.
E’ nostra la strada,
nostra la taverna.
Puntiamo lo sguardo
in lontananza
sopra le stelle.

Voi avete la casa,
la famiglia,
avete la galera,
avete la reggia.
Avete la pace,
avete la guerra.
Ma noi andiamo
col canto sulle labbra,
all’infinito, nella lontananza.

OST : “Love is my Religion” di Playing 4 Change

Book : “Il maestro della notte” di Bai
Xianyong

3 parole : Ponti, Luci, Terme

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...